fbpx
Skip to main content

Diversificazione, orizzonte temporale e avversione al rischio

 

 29 novembre 2016 2:30 pm

Diversificazione, orizzonte temporale e avversione al rischio

Diversificazione, orizzonte temporale ed avversione al rischio sono i temi trattati all’interno di una ricerca sulle abitudini degli investitori italiani. Tale ricerca è stata commissionata da M&G Investments a Gfk Eurisko. Nicola Ronchetti, Business Director diGfk, intervistato in esclusiva da AdvisorOnlinene riassume in breve i punti salienti.

Dalla ricerca commissionata da M&G a GFK emergono una serie di dati piuttosto interessanti. In particolare uno: l’avversione al rischio degli italiani. Questa si puo misurare in quattro elementi.

Primo

Di fronte ad un ipotetico storno dei mercati di qualche punto percentuale, impressionante quanti uscirebbero dai mercati. Indicatore abbastanza significativo della capacità di tenere un investimento anche in un momento di volatilità.

Secondo

Il 60% degli italiani, ancora oggi, desidera un capitale garantito, con conseguente assenza di rischio.

Terzo

C’è una bassissima diversificazione territoriale degli investimenti degli italiani. La stessa cosa si può dire sugli investimenti immobiliari. L’illusione di avere una casa in città ed una al mare od in campagna nello stesso paese e guadagnarci è, appunto, un’illusione. Quindi c’è un rischio-paese sistemico.

Quarto

L’orizzonte temporale di chi investe è molto, troppo breve. Chi investe nei mercati finanziari (circa il 30% degli italiani) lo fa sotto i 5 anni. Anche questo implica di non avere le rendite di posizione che invece un investimento a più lungo termine potrebbe garantire.

Temi previdenziali/Futuro pensionistico

Parlando di questi, dalla ricerca emergono tre dati molto curiosi. Per il 40% il risparmio è destinato al futuro pensionistico. C’è un 50% che però dichiara di aver iniziato a risparmiare troppo tardi. Il dato più preoccupante/inquietante è che ben il 57% ritiene di non essere in grado di coprire le proprie esigenze pensionistiche allo stato attuale. Quindi una consapevolezza molto forte, da parte degli investitori, che speriamo possa produrre un atteggiamento più proattivo. Soprattutto da parte delle nuove generazioni.